
MIO FRATELLO E’ FIGLIO UNICO
Iersera ho visto un film italiano di cui andare orgogliosi: Mio fratello è figlio unico. E’ una pellicola sui miti che hanno infuocato i cuori dei nostri genitori. Un film politico quindi, ma che non parla il politichese. Il fascismo ed il comunismo fanno da sfondo alla quotidianità di due fratelli che si amano si odiano si prendono e si lasciano.
E sono proprio le loro piccole storie di borgata ad interessare lo spettatore, non le loro idee. I dialoghi sono davvero belli, si ride si piange, insomma ci si emoziona sulle canzoni di Nada di Little Tony, ma non su quella di Rino Gaetano che da il titolo al film e che è stata esclusa dalla soundtrack. Azzeccati tutti gli attori. Su tutti Elio Germano e la Finocchiaro. Scamarcio è pure bravo e lo dimostra durante la scena dell’orchestra freak.
Bella la fotografia e coraggiosa la scelta delle riprese fatte tutte con telecamera a spalla. Che Lucchetti (il regista) abbia visto qualche video della Bernarda mi sembra improbabile, è più facile che si sia ispirato al dogma di Lars Von Trier.
Insomma, un bellissimo film sugli anni che passano e sui flussi e riflussi di coscienze singole e convergono in esperienze collettive. Un metro sopra il banale "La meglio gioventù" e l’inutile "Lavorare con lentezza" e decisamente meglio dell’acclamato "The dreamers" del premio oscar Bertolucci.
Rob Barrel
Iersera ho visto un film italiano di cui andare orgogliosi: Mio fratello è figlio unico. E’ una pellicola sui miti che hanno infuocato i cuori dei nostri genitori. Un film politico quindi, ma che non parla il politichese. Il fascismo ed il comunismo fanno da sfondo alla quotidianità di due fratelli che si amano si odiano si prendono e si lasciano.
E sono proprio le loro piccole storie di borgata ad interessare lo spettatore, non le loro idee. I dialoghi sono davvero belli, si ride si piange, insomma ci si emoziona sulle canzoni di Nada di Little Tony, ma non su quella di Rino Gaetano che da il titolo al film e che è stata esclusa dalla soundtrack. Azzeccati tutti gli attori. Su tutti Elio Germano e la Finocchiaro. Scamarcio è pure bravo e lo dimostra durante la scena dell’orchestra freak.
Bella la fotografia e coraggiosa la scelta delle riprese fatte tutte con telecamera a spalla. Che Lucchetti (il regista) abbia visto qualche video della Bernarda mi sembra improbabile, è più facile che si sia ispirato al dogma di Lars Von Trier.
Insomma, un bellissimo film sugli anni che passano e sui flussi e riflussi di coscienze singole e convergono in esperienze collettive. Un metro sopra il banale "La meglio gioventù" e l’inutile "Lavorare con lentezza" e decisamente meglio dell’acclamato "The dreamers" del premio oscar Bertolucci.
Rob Barrel

"Mio fratello è figlio unico" non è un film politico. E' un film di esseri umani che amano, soffrono, ridono e fanno anche politica. Il film non prende posizione politicamente: racconta di persone che prendono posizione. Questa credo sia stata la mia chiave. L'elemento umano, affettivo ed emotivo al centro di tutto.
Daniele Lucchetti



Ricordo il caro Aspi che un giorno parcheggiò la sua Harley in corridoio di fianco alla classe. Ho parteggiato per quello che è ora mio cognato e che venne denunciato per aver chiuso 22 primini in un bagno. Insomma: le nefandezze scolastiche vomitate su You Tube dai nostri figli, nipoti o fratelli minori sono le stesse che noi padri o fratelli maggiori registravamo su audiocassette o con le prime videocamere VHSC e 8mm, senza però la possibilità di condividerle. Nessuno poteva quindi sapere che cazzo combinassimo in classe o alle assemblee d’istituto. Oggi, purtroppo, grazie al protagonismo di qualche studentello i grandi possono monitorare ciò che accade a scuola e sé da un lato ciò permette di reprimere e punire le azioni più criminose, dall’altro rischia di censurare imprese geniali ed al contempo formative come quelle sopra descritte.

