domenica 7 novembre 2010

La più brutta casa del mondo

Nei primi anni novanta un mio amico si ritrovò in mano un libro di architettura che raccoglieva le foto delle più brutte case del mondo. Da Singapore a New York, da Stoccolma a Bogotà gli autori avevano catalogato una selva di orrori architettonici dettagliatamente spiegati nelle ricche didascalie che acccompagnavano le immagini. Ciò che attrasse maggiormente il lettore fu però la foto della copertina del libro che riportava una civile abitazione che aveva qualcosa di familiare...
Chi mi ha raccontato questa storia vive da sempre a Rivarola di Carasco e non avrebbe mai pensato di trovare la casa della vicina sulla copertina del libro. Ma come dar torto agli autori della pubblicazione: effettivamente appare già curiosa la struttura stretta e lunghissima, il tetto - poi - fasciato di perline ricorda di più una baita di montagna piuttosto che una casa a tre passi dal mare. La profusione di alluminio anodizzato per le già di per loro tristissime verande non migliora poi la visione dell'insieme. Tralasciando ogni commento sulle calderine a vista ciò che sconcerta maggiormente è l'immensa parete - fino a qualche anno fa e nella foto del libro completamente fasciata di eternit - dalla quale spuntano due finestrelle inutili persino ad un nano con istinti suicidi.
p.s.
Purtroppo il mio amico ha smarrito la preziosa pubblicazione e quindi se qualcuno avesse ancora una copia è pregato di contattarci.

martedì 14 settembre 2010

Metal Sider - Battle of Heavy-Metal Band in Genovese

Come la prima sega, il primo bacio o la prima nota sul registro anche il primo disco metal non si può dimenticare. Per me fu Screaming For Vengeance dei Judas Priest: una folgorazione che segnò l'inizio di un pellegrinaggio sulla via del metallo pesante, mentre il walkman macinava gli Iron, Ozzy i Megadeth - quasi tutti - copiati sulle cassette che mia mamma trovava dentro i fustini Dixan e che Lele "Tg-Trash" Massucco mi aveva insegnato re-verginare con due pezzi di scotch applicati alle estremità superiori.



Grazie a me e a qualche altro cattivo maestro gran parte della prima C del Liceo Nicoloso da Recco si fece metallara nell'arco di un'estate, poi nel corso degli anni si formarono correnti e fazioni con qualche curiosa deriva. Tra queste quella più estrema fu quella di Andrea Benedettini che dai Motley Crue era passato ai Metallica poi agli Slayer ai Death fino alle Cassette del Vic 20 che - se ascoltate in un normale piastra - emettono trilli e fischi insopportabili per i più ma non per le orecchie di Andrea che si liquifacevano di piacere al nuovo suono che lui chiamava l'Ultra-Trash Metal.



Sposare il metallo significava pure apporre una grossa croce sulle - comunque remote - possibilità di sondare le interiora di qualche compagna di classe, infatti, l'unica cosa che c'era da sverginare era qualche pacco di cassette BASF che rubavamo alla standa quando finiva la promozione del Dixan. Ovviamente anche il rapporto con i genitori non era dei più facili. Questi, avendoci cresciuto a pane e Celentano, non potevano di certo accettare una cambio così radicale dei nostri gusti musicali e nel modo di vestire. Ricordo ancora la faccia tumefatta del povero Gerardo che aveva applicato al suo chiodo usato lo stemma della Merceded del padre, questa, nuova di pacca.



Con Metal Sider io ed il Metallicissimo Edo abbiamo voluto scherzare un po con quegli anni memorabili immaginando una battaglia tra le più importanti Metal Bands, ovviamente in genovese. Speriamo che possa piacere a tutti come piaceranno i due video che fanno da corollario a questo post: Kickapoo e The Metal, il primo tratto dal film ed il secondo da un concerto dei Tenacious D, il gruppo del comico Jack Black anche lui decisamente too old to rock, but too youg too die.

P.s. occhio alla parola "chode" che pronuncia il piccolo Jack Black in Kickapoo: è un termine di origine universitario diffuso ormai in tutti gli USA che definisce la zona tra l'ano e lo scroto e che il piccolo Jack vorrebbe far leccare al Babbo!

P.s. 2 non perdete la danza di The Metal (R.B.)

martedì 31 agosto 2010

Lo sbarco in Normandia?


Per il terzo anno di fila, la partitella domenicale ha decretato le vittime designate alla penitenza di fine stagione. Questa la prima foto in esclusiva dello "sbarco in Normandia" avvenuto in Baia del Silenzio a Sestri Levante. Presto prepareremo un clip con il meglio delle penitenze di questi anni.

Bernarda staff

sabato 14 agosto 2010

NO "Bollito misto" a Gattorna

A causa del maltempo lo spettacolo "Bollito Misto" previsto a Gattorna per questa sera 14 agosto è stato annulato causa maltempo. Spiacenti, alla prossima.

lunedì 25 gennaio 2010

29 Gen Bollito Misto - Caque Teatro Tosse - Genova


Dopo varie collaborazioni con tanti artisti genovesi e il successo di MAZINGA ZETTO il robot che favella in genovese la Bernarda Prod-Action ha scritto e prodotto un nuovo spettacolo teatrale: BOLLITO MISTO che debutterà Venerdì 29 Gennaio 2010 alle ore 22,00 alla Claque del Teatro della Tosse di Genova: BOLLITO MISTO è il titolo e di seguito ecco le foto della presentazione dello spettacolo avvenuta novembre 2009.


BOLLITO MISTO è un mix di satira e teatro sociale corredato da filmati inediti corti surreali, interviste rubate, spot futuribili, trailer vietati e comici motivati sul palco. Tra i nuovi doppiaggi in genovese di film, telefilm segnalo Il Dottor Ase (Dottor House) Baciccia de Feru (Braccio di Ferro) Gian Rango (Jhon Rambo) Imbryeghy (Happy Days). Una presenza fissa sarà quella di Cellus Coks che smessi i panni

Una presenza fissa sarà quella di Cellus Coks che smessi i panni del Pornofilo indosserà quelli meno osceni ma più inquietanti del Dietrologo per ricordare alcuni misteri della storia d’Italia.


Per saperne di più Vi invitiamo a leggere l'articolo di Massimiliano Crociatelli pubblicato da il secolo XIX web http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/spettacoli/evento.php?id_evento=1238

domenica 28 giugno 2009

Nuovo Sito & Genova Film Festival

Sabato 4 luglio 2009 il Genova Film Festival ci vedrà protagonisti con la proiezione del terzo episodio di Mazinga Zetto. Le prime due puntate - pubblicate su You tube - hanno letteralmente spopolato, tanto che alcune delle battute pronunciate dai protagonisti del cartoon sono diventatie dei veri e propri must e tormentoni per tanti liguri più o meno giovani.


E’ stato - forse - il successo mediatico di primi due episodi a convincesre gli organizzatori del festival ad inserire in concorso un lavoro che esula per struttura e realizzazione dall’idea canonica di cortometraggio. Abbiamo apprezzato il riconoscimento dei selezionatori ed ora speriamo di far breccia anche nei cuori della giuria. Da qualche giorno, intanto, è “on line” il nuovo sito internet all’indirizzo bernardaweb.com con una nuova veste grafica curata da Mike Reds. Il portale contiene molte informazioni, un’ampia fotogallery e la possibilità di accedre direttamente alla pagina di You Tube, di Faceboock, e del Blog. Un’intera sezione è invece dedicata ai video direttamente visionabili dal sito. Tra questi spicca una personalissima versione del film l’Eorcista oltre alle nuove puntate di Hey-Dina.

Non tutti i nuovi lavori sono stati regalati alla rete. Molti – infatti – faranno da collante nello spettacolo teatrale “Bollito Misto” che stiamo preparando per la nuova stagione. Ci sarà un Braccio di Ferro più genovese della Lanterna e un John Rambo della Val D’Aveto, ribattezzato più propriamente Gian Rangu che - di sicuro - rinverdirà i fasti di altri Bernarda’s Angels come Mazinga Zetto ed Hey-Dina.
Oltre ai nuovi doppiaggi lo spettacolo conterrà corti surreali, interviste rubate, spot futuribili, trailer vietati con musica dal vivo e comici motivati. Sarà rigorosamente vietato ai minori di diciotto anni non per l’oscenità delle immagini proposte ma per la vietatissima libertà di espressione che avrà il suo principe in Checco Mentone l’anchor man televisivo realizzato in collaborazione con Lele Massucco che con il suo TG-Trash non risparmia esiziali quadrelle ai politici e Show-men di turno.

venerdì 17 aprile 2009

Addio Marilyn Chambers.


Davvero triste doversi mettere ad improvvisare un coccodrillo di quelli che non ti aspetteresti di scrivere, non così prematuramente, almeno. Marilyn Chambers, la leggendaria pornoattrice protagonista del classico Behind The Green Door (che contende a Gola Profonda il record di prima pellicola hard ad aver goduto di una distribuzione nazionale in USA), è stata trovata senza vita nella sua roulotte nei pressi di Los Angeles, all'età di 57 anni. Al di là delle circostanze del decesso, che inevitabilmente portano a riflettere e porsi domande sulle parabole di molti attori ed attrici hard (spesso, troppo spesso destinati a dipartite ingloriose e dimenticati da tutti), vogliamo qui semplicemente ricordare come la Chambers sia stata la prima porno star ad ottenere un successo mediatico in grado di trascendere la nicchia del pubblico pornografico. Innumerevoli le sue partecipazioni a pellicole di valore del genere, in quella che viene unanimemente definita la Golden Age dell'hard statunitense. All'attrice porno appena scomparsa si devono anche una serie di novità nel settore, che avrebbero letteralmente fatto scuola: dalle scene di gruppo di tutti i tipi, al seno siliconato e supermaggiorato, dal pube interamente rasato al piercing ai genitali, e molto altro. Dopo poco più di una ventina di film hard, la Chambers decise anche di dedicarsi alla musica e alla politica, senza mai rinunciare alla sua intelligenza e bellezza. Senza dimenticare le sue incursioni nel mainstream, su tutti Rabid sete di sangue di David Cronenberg. Negli ultimi anni, dopo una lunga assenza dalle scene, era tornata a calcare i set pornografici per offrire le sue grazie non più freschissime all'occhio voyeuristico della telecamera e dello spettatore, quasi segnata dalla “maledizione” di un tipo di carriera che spesso divora i propri figli, anche i più floridi. Probabilmente dietro questa stanca ed inopportuna rentréé stavano motivazioni di ordine personale ed economico, non aliene alle circostanze di evidente abbandono morale e materiale in cui è stata rinvenuta priva di vita.
Ci piace ricordarla come era nella foto di cui sopra, e pensarla accanto a molte hard stars dal triste destino, dal suo compagno in Insatiable (1983) John Holmes a Moana Pozzi, Linda Lovelace e tante altre... tutti insieme, lassù, a girare il film porno definitivo. Amen

giovedì 9 aprile 2009

Lo Spray che ti fa godere


L’eiaculazione precoce è uno dei disturbi sessuali maschili più diffusi, di conseguenza le ricerche e la sperimentazione di farmaci in questo campo sono continue.
E' notizia di questi giorni, pubblicata sulle più autorevoli riviste del settore (non porno, scientifiche! Cazzo avevate capito??), la definitiva messa a punto di un farmaco in grado di ritardare sino a sei volte l'eiaculazione nei soggetti c.d. “speedy Gonzalez”.
Si tratta di uno Spray da applicare al pendaglio qualche minuto prima del rapporto: le sperimentazioni, durate oltre due anni, hanno dato esiti inconfutabilmente incoraggianti, con un indice di efficacia che si avvicina al 100%.
Ma i risultati migliori si sono visti dopo tre mesi di trattamento: il 90% dei soggetti - cavia è stato in grado di ritardare l’orgasmo di 1 minuto, ed il 74% di 2 minuti. Il 62 % degli uomini si sono detti soddisfatti del loro orgasmo, mentre prima dell’inizio del trattamento solo il 20 % di loro lo era. Miglioramenti sono stati evidenziati anche nella soddisfazione della partner, notoriamente mai troppo entusiasta degli “sveltoni”.
Purtroppo, ad onor del vero, il farmaco non agisce alla radice del problema (che è di ordine neurologico – fisiologico), ma sfrutta le proprietà “narcotizzanti” di alcune sostanze già conosciute ed utilizzate, esemplificativamente, nei preservativi c.d. “ritardanti”: in altre parole, si toglie sensibilità all'uccello rendendone la reattività più lenta, ma anche con tutte le possibili controindicazioni del caso (ivi compresa, in alcuni casi, la difficoltà a diventare duro...).
Insomma, a ben vedere, niente di nuovo sotto il sole, ma un simpatico palliativo per guadagnare quel minuto che ti salva la vita (sessuale).


mercoledì 8 aprile 2009

Complimenti alla Canala

Nel mondo della pubblicità se col cazzo non si è ancora (per fortuna) pubblicizzato niente e con la fica c'ha provato solo Marina Ripa di Meana (per fini benefici) tette e culi la fanno da padroni. Michelle Hunziker deve la sua fama ad una ditta di intimo alla quale ha ceduto le sue chiappette accomodate in una mutandina!

Di meglio ha fatto l'idraulico che ha pubblicizzato la sua attività mostrando una "canala" simbolo imprescindibile di efficenza velocità e concretezza che sono le caratteristiche precipue di ogni lavoratore autonomo che si rispetti! Complimenti per il genio che sottende alla simpatica pensata.

lunedì 30 marzo 2009

Top Italian 25 Album America - Gianna Nannini

Top 25 Italian Album n. 2 "America" - Gianna Nannini

Da pochissimo è uscito il nuovo album, quantomai gradevole, ma nulla in confronto al capolavoro che fece di Gianna una vera e propria icona rock. Con "America" continua la nostra personale classifica dei 25 migliori dischi della musica italiana

Già con l’omonimo esordio del 1976 ed il successivo “Una radura” (1977) - contenente “Mariapaola” “Rebecca” “Siamo Vivi” bellissimi brani, curiosamente mai riproposti - Gianna sbalordisce critica e pubblico, ma è il 1979 l’anno della consacrazione con “California” un capolavoro assoluto dalla copertina (censurato il vibratore a stelle e strisce in mano alla Statua della Libertà) fino all’ultimo solco. “Good by my heart” è la traccia che preferisco, ma “California” ed “America” non sono da meno in quanto ad impatto sonoro supportato a meraviglia da liriche azzeccate. L’unica nota stonata è la cover di “Me and bobby McGee” di Kriss Kristofferson e portata al successo da Janis Joplin alla quale Gianna si accosta con troppa deferenza senza trovare il coraggio di travolgere il pezzo per adattarlo alla sua vocalità. Un disco imprescindibile e duro come un cazzo di prima mattina. Lo stesso “cazzo” che faceva capolino nella prima stesura del testo di “America: lei che il cazzo non ha lei si inventa l’america” poi sostituito con “lei che pensa ad un altro lei si inventa l’America”.

Rob Barrel

martedì 24 febbraio 2009

martedì 10 febbraio 2009

Festa di carnevale. Concerto bishoonen ospiti Bernarda Prod Action con Mazinga Zetto 3.


Sabato 21/02/09

Muddy Waters - Calvari ( GE)

+ dj set cartonianimati

Ore 21.30

special guest Bernarda Prod Action

trasmetteremo Mazinga Zetto 3 un paio di inediti e presenteremo il nuovo sito.

mercoledì 4 febbraio 2009

Bernarda news. Si torna in teatro per tre venerdì + festa di Carnevale con Bishoonen e Mazinga Zetto 3.



Saremo per i prossimi tre venerdì ospiti di Obsceno, un video spettacolo al teatro della tosse di genova. Vi daremo a breve maggiori informazioni.


Sabato 21/02 saremo al Muddy Waters all'interno della festa carton/carnascialesca organizzata dai Bishoonen all'interno della quale trasmetteremo Mazinga Zetto 3 e un paio di incredibili inediti assemblati al volo in questi mesi. A presto tutti i dettagli.

Se volete, raggiungeteci su facebook

http://www.facebook.com/groups.php?id=1358779517#/group.php?gid=61600031538

giovedì 29 gennaio 2009

Ciao Mino!


Ieri se n'è andato per sempre un amico della Bernarda, e non solo.

E' sempre imbarazzante redigere un “coccodrillo”, e quasi impossibile evitare le
trappole retoriche che tali occasioni presentano anche al più scafato articolista.

Per tali ragioni non mi dilungherò nel panegirico del personaggio, ricordandone
l'umiltà, la spontaneità, l'onestà, la capacità di farsi immediatamente apprezzare
dal pubblico, entrandoci subito in perfetta sintonia.

Reitano era un “artigiano”, una figura d'altri tempi nell'ormai vasto ed indistinto
mondo odierno dello show-business massmediologico, un “ruspante”, un artista in grado
di toccare le corde più profonde del pubblico più semplice e genuino.

Leggendaria la sua disponibilità entusiastica, ogniqualvolta noi della Bernarda
avessimo occasione di avvicinarlo.

Un entusiasmo quasi infantile, autentico, e per ciò stesso d'una purezza assoluta,
che vale più di mille mossette da simil-idolo pseudo-modesto, stile Jovannotti di
turno.





Tu chiamala, se vuoi, Reitanità.

domenica 25 gennaio 2009

Intervista a Vittorio Podestà Campione del Mondo ed Olimpionico di Handbike

Ci fai una priorità delle tue sfide più grandi, in questi tuoi primi trentacinque anni di vita?
Nel mio rapporto sempre conflittuale con mio padre, La prima sfida credo che sia stata quella di dirgli: “Vado a studiare Geometra, non vado al Liceo perché è troppo ipegnativo”. Era come se qualcuno mi avesse detto: “ Guarda, fai questa che è la strada più semplice”, e poi mi impone di farla. Io per reazione gli rispondo: “ No, io cambio strada, e ti dimostro che arrivo anche prima”. Senza sapere com’è quella strada, è come se tu scommettessi al buio.
Anche prendere la laurea in Ingegneria Civile è stata una sfida, sebbene non mi abbia dato molta soddisfazione. L’ho presa più che altro per senso del dovere, ma l’obbiettivo di laurearmi non mi stimolava molto. Tant’è che quando mi sono laureato non ho neanche festeggiato. Mi ero tolto un peso, avevo raggiunto qualcosa che bisognava raggiungere, è stato come il passaggio tra quando hai la nausea e quando ti passa la nausea: non è che festeggi una cosa così…ma dopo pochi giorni la nausea è tornata…dovevo trovarmi un lavoro…e di questo era un altro dovere al quale non potevo sottrarmi
Un’altra sfida è stata quella di non abbandonare il posto di lavoro (presso una Società di autostrade), quando mi sono reso conto – da neo laureato in Ingegneria Civile - che mi avevano sbattuto in trincea, caricandomi di responsabilità anche se io ero l’ultimo arrivato. In quel momento avrei potuto dire: “No, grazie, non sono ancora in grado, non sono pronto”. Lo fanno in tanti. Non me ne sono andato perché iniziare la mia carriera lavorativa con una dimissione sarebbe stata una sconfitta, e perché volevo dimostrare a me stesso che cosa sarei riuscito a fare. Ho stretto i denti e ho tirato avanti, imparando tutto sulla mia pelle, e arrivando a lavorare fino a 12 – 14 ore al giorno. Dopo sei mesi ho chiesto un aumento di stipendio, sebbene fossi ancora con un contratto a tempo determinato…e questo in pochi hanno il coraggio di farlo…
Ho avuto anche tante sfide sentimentali: per me fare provare a fare innamorare una ragazza che mi piaceva, è sempre stata una delle mie più grandi soddisfazioni.


……e cosa ci vuoi dire della sfida della carrozzina?
Io la carrozzina non la vedo come una sfida Se ti capita una difficoltà che tu non hai scelto, e per cui non hai scelta, questa difficoltà non la posso considerare una sfida. Per me la sfida è quando ci sono almeno due strade, e io devo sceglierne una. Se ho solo una strada, che sfida è?
Se proprio vogliamo parlare di sfida, posso dire che la mia sfida è stare bene sulla carrozzina. E’ dire: “Vittorio, dimostrati che tu in carrozzina puoi vivere come e meglio di chi ha le gambe”. Allora sì, dimostrare a certa gente che con la carrozzina puoi essere meglio che con le gambe, e di loro con le gambe…..allora sì, questa può essere una sfida.
Subito dopo l’incidente, quando mi sono reso conto di aver perso per sempre l’uso delle gambe, la prima cosa a cui ho pensato è che non avrei potuto più andare in bici, e questa era la cosa a cui tenevo di più, la mia ancora di salvezza. Poi ho pensato che, se la vita mi aveva portato davanti a questo, poteva voler dire che quello che mi aspettava avrebbe potuto essere ancora più grande. Questa è stata una sensazione, una sorta di presentimento che non saprei spiegare. Mi sono detto: “Vittorio, adesso vediamo che cosa sai fare; ora sono curioso di vedere quello che succederà, quello che la vita ti riserverà”.

Cosa vuoi dire alle persone a cui capita una “svolta” come la tua, come si fa a reagire in questo modo?
Ho sempre pensato che la vita fosse un po’ come il Giro d’Italia, con delle partenze e degli arrivi già prefissati (una sorta di destino, se vogliamo definirlo così), ma come arrivare da una tappa all’altra dipende da noi, dalle nostre decisioni, dai nostri comportamenti nelle varie situazioni. Io non ho visto l’incidente come una punizione. Nella vita di una persona, volenti o nolenti, ci sono comunque momenti di grande sofferenza e di sconforto. Al momento dell’incidente ho pensato: .“Tanto guarda Vittorio che in tutte le scatole (cioè in una delle possibili vite che ci scegliamo prima di nascere) c’è una fregatura o più di una. Tu ti sei preso una fregatura ora, e così forse quelle che verranno dopo ti sembreranno meno una fregatura”.
Tra i tanti mali, brutti, che possono capitare, penso che a me sia capitato il meno peggio, perché mi permette di fare comunque qualsiasi cosa, a parte camminare.

Tu pensi davvero che la tua seconda vita (come la chiami tu) sia meglio della prima?
Per adesso assolutamente si. Perché ora faccio qualcosa che mi piace veramente. Certo che non mi dispiacerebbe tornare a camminare, ma se questo vorrebbe dire perdere tutto quello che ho conquistato in questa seconda vita, allora penso che sceglierei di non tornare indietro. Quello che sto facendo ora non ha molto a che fare con i miei studi di Ingegneria Civile, ma c’entra tanto con il mio bagaglio di conoscenze, di esperienze e di passioni. Nell’handbike ho trovato tutto il meglio che avrei potuto trovare in un lavoro. Se mi avessero detto: “Scegli cinque caratteristiche che vuoi del tuo lavoro, che ti piacciano”….e sono tante eh?, perché già se te ne piace una sei fortunato….ecco, nel mio lavoro ce ne sono ben più di cinque che mi piacciono.

Come sei arrivato all’Handbike?
Io ero appassionato della bicicletta, già prima dell’incidente: non solo di andare in bicicletta, ma anche del mezzo, della tecnica e della meccanica della bicicletta, di ogni sua componente. Quando ho visto l’handbike è stato amore a prima vista e ne ho subito ordinata una del modello migliore sul mercato in quel momento, uguale a quella del mio amico Marco, la persona che…Appena è arrivata, ad agosto 2003, mi sono messo ad andare in handbike praticamente tutti i giorni: raggiungevo al massimo 14-15 km/h (ora arrivo in pianura anche oltre i 45 km/h) eppure già lì ero impazzito. Ho pensato: questa è la cosa più vicina alla bici che ci sia, e mi piace tantissimo!
Già dopo solo un mese ho voluto partecipare alla mia prima gara, e sono arrivato tra gli ultimi. Eppure già dalle prime gare alle quali partecipavo, guardavo i primi arrivati, i più forti, e non gli ultimi. Guardando chi aveva vinto. Gli chiedevo cosa facevano, come e quanto si allenavano,
A maggio 2004 ho partecipato al Campionato italiano di Handbike, e sono arrivato secondo. Fino a quel momento mi allenavo da solo, non mi seguiva nessun allenatore. Io lo facevo per divertimento, per partecipare alle gare sì, ma soprattutto per divertimento.


Qual è la differenza tra la vittoria e la sconfitta?
Vuoi sapere quanto piccola è la differenza tra una vittoria e una sconfitta?! Tra una vita “bella” e una vita “brutta”? Per molti dei tossicodipendenti che ho incontrato durante il Servizio Civile in Comunità è stato un attimo, una frazione di secondo, una cosa quasi insignificante, la pacca di un amico che ti dice “Dai, vieni, andiamo da un’altra parte”.
Io questo l’ho sperimentato al Mondiale 2007, quando mi è capitato di arrivare ad una curva con troppa velocità: non volevo comunque frenare, avrei rallentato troppo per il rettilineo successivo, e il risultato è stato che la mia handbike è rimasta su due ruote e poi è uscita di strada. Ecco, in quel momento ho rischiato di perdere tutto. Ma ho avuto la freddezza, e anche la fortuna, di riuscire a tenere la bici diritta, evitando che si ribaltasse…..ho solo allargato la curva e poi sono rientrato su strada. Ho perso circa 10-12 secondi, e potevano valere la vittoria…mi sono ritrovato in pista e comunque ho detto: “Va beh, dai, a tutta!” . Ho tenuto i denti stretti, fino all’ultimo, “vada come vada ma io voglio concludere la prova avendo dato tutto”. Ho continuato e ho vinto il Mondiale. E’ stata una frazione di secondo: quel momento poteva segnare una delle più grandi delusioni della mia vita, e invece ha segnato una delle più grandi vittorie…speriamo non la più grande però…

Qual è la cosa che ti dà più fastidio riguardo alla tua condizione di disabilità?
Mi dà fastidio quando il modo di porsi dell’altro è troppo condizionato dal mio essere in carrozzina. Mi dà fastidio il suo imbarazzo, il fatto che mi veda in difficoltà quando in realtà io non sono in difficoltà.
Per un normodotato perdere le gambe sembra la cosa più grave del mondo. Una volta in carrozzina, ti rendi conto che puoi fare mille altre cose. Me l’avessero detto prima dell’incidente – guarda, perdi le gambe, ma la tua vita ti riserberà questo tipo di soddisfazioni – non avrei accettato, perché ero ottuso da quel punto di vista, essendo normodotato. Davo alle mie gambe un’importanza un valore ancora più grande di quello che hanno in realtà. Il normodotato considera le sue abitudini cose a cui non potrebbe rinunciare. Il disabile ha una sensibilità in più, e comprende meglio quali sono le cose davvero indispensabili e quelle per le quali si può anche fare a meno in qualche modo.

lunedì 15 dicembre 2008

Nuovo sito Bernarda + Zetto 3 in rete e citazione a Mentelocale.it

Nel ringraziare tutti coloro i quali hanno affollato la sala del Jambalive lo scorso 30 novembre, vi aggiorniamo su un paio di novità che ci riguardano.

Nuovo sito
Stiamo lavorando alla restailizzazione del nostro sito, il quale soffre un po' del velocissimo trascorrere del tempo. E' ovvio che grazie alle nuove tecnologie, vorremmo poter finalmente avere una piattaforma nella quale, in modo molto semplice, sia possibilie reperire info sulle nostre attività e contemporaneamente poter avere sott'occhio tutta la nostra ProdAzione. Il nuovo sito potrebbe addirittura essere on line entro la fine del 2008 sempre al solito indirizzo www.bernardaweb.com.

Mazinga zetto 3
La puntata 3 della nostra saga del robot genovese costruito con materiale di scarto sarà disponibile in rete in concomitanza con la pubblicazione del nostro nuovo sito, così da poter apparire come una bella figliola con trucco in ordine e il vestito giusto agli occhi di chi vi transiterà grazie a mazinga zetto 3.

Into Sarvegu
Intanto per placare la vostra fame di doppiaggi ecco il nostro primo "film" sulle immagini del trailer di Into the wild. Mentelocale ne ha parlato ecco l'articiolo.

http://www.mentelocale.it/modi_mode/contenuti/index_html/id_contenuti_varint_22614

Nel frattempo, noi contineremo a produrre...
Grazie a tutti e buone feste!

giovedì 11 dicembre 2008

mercoledì 26 novembre 2008

Mazinga zetto 3 in anteprima il 30/11 al Jambalive di Rapallo.

PrecipitateVi!


Domenica 30 Novembre dalle ore 19 al Jambalive di Rapallo.

Trasmetteremo la prima mondiale di Mazinga Zetto 3 ( nella quale ha collaborato nei panni di un tiranno milanese anche Rocco Tanica di Elio e le storie Tese) oltre ai 5 "Lost Episodes" di Hey-Dina e all'edizione genovese del film Into The Wild (Into Sarvaego) oltre ad altre prodazioni.

La Jamba-Kitchen sfornerà ogni sorta di manicaretto per un aperitivo tex-mex non stop. (http://www.jambalive.it/)


Ed Reds con Rocco Tanica il giorno del doppiaggio

L’ingresso è gratuitissimo i drink non obbligatori ma illimitati.

Vi invitiamo a diffondere il comunicato a più non posso!

Un Abbraccio

Bernardastaff

bernardaweb.com.