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martedì 28 ottobre 2008

(dis)Avventure boccaccesche su un set hard improvvisato.

Tutto nasce da un annuncio su un quotidiano locale della provincia di Pisa, in cui una trentenne straniera offre – molto semplicemente, ed altrettanto esplicitamente – prestazioni sessuali. Un uomo si presenta nell’appartamento indicato, a Grosseto, e consuma l’atto, che gli costa cinquanta euro. Poi, però, i due si mettono a parlare. Lei si apre e racconta delle sue difficoltà economiche. Per risolvere la situazione lui le propone allora - genialmente, verrebbe da dire..- di girare un filmino pornografico, perché conosce un produttore, a San Miniato, che potrebbe acquistarlo. In caso dividerebbero il tutto. Lei accetta….
Il giorno dopo è tutto pronto. Lui la passa a prendere e lei si presenta con un’amica, un’altra straniera. Anche lei è interessata al progetto. I tre partono in macchina alla volta del Monte Amiata, dove, in un appartamento affittato all’uopo, li aspetta un amico dell’uomo. Cominciano le riprese. I due uomini si alternano alla videocamera mentre l’altro è ‘on stage’ con le due donne. Al termine delle “riprese” restano a dormire nell’appartamento e il giorno dopo partono per Pisa. Trenta minuti di girato, che però non entusiasmano il produttore. Dice che il film è ‘scarso’, che non va bene, che non può avere successo neppure come prodotto amatoriale. In breve, non lo compra.

Delusi, tornano a Grosseto e lui riaccompagna a casa le due donne. E a questo punto scoppia la lite, perché le due ragazze vogliono trecento euro a testa a titolo di “lucro cessante”, ovvero quello che avrebbero incassato, a loro dire, se durante il tempo perso a girare il film avessero ‘esercitato’ in proprio. L’uomo non è dello stesso parere. Inizia un violento litigio ed una delle due afferra la videocamera dell’uomo e lascia l’auto. Lui esce in strada, afferra la borsa con lo strumento per le riprese, e torna in macchina. A quel punto si materializzano dal nulla una decina di uomini, tutti stranieri, tutti amici e vicini di casa delle due donne, tutti minacciosi ed incazzati... Gli portano via la telecamera e gli sfasciano la macchina (una Mercedes, tra l’altro). Lui si vede costretto a battere in ritirata e chiamare i carabinieri, denunciando le due donne.

Ne nasce un procedimento penale a carico di queste ultime, accusate di esercizio arbitrario delle proprie ragioni; tuttavia il reato, perseguibile a querela di parte, è stato fatto oggetto di remissione di querela da parte dell’uomo, evidentemente “convinto” a desistere, con le buone o con le cattive.
Tutto questo cosa insegna? Semplicemente, che attori/rici porno non ci s’improvvisa, neppure se si lavora comunque nell’ambito del sesso; e che per girare filmati, seppur amatoriali, un minimo di professionalità è pur sempre richiesta.
Meditate, gente, meditate…

Cellus Cocks

(dis)Avventure boccaccesche su un set hard improvvisato.

Tutto nasce da un annuncio su un quotidiano locale della provincia di Pisa, in cui una trentenne straniera offre – molto semplicemente, ed altrettanto esplicitamente – prestazioni sessuali. Un uomo si presenta nell’appartamento indicato, a Grosseto, e consuma l’atto, che gli costa cinquanta euro. Poi, però, i due si mettono a parlare. Lei si apre e racconta delle sue difficoltà economiche. Per risolvere la situazione lui le propone allora - genialmente, verrebbe da dire..- di girare un filmino pornografico, perché conosce un produttore, a San Miniato, che potrebbe acquistarlo. In caso dividerebbero il tutto. Lei accetta….
Il giorno dopo è tutto pronto. Lui la passa a prendere e lei si presenta con un’amica, un’altra straniera. Anche lei è interessata al progetto. I tre partono in macchina alla volta del Monte Amiata, dove, in un appartamento affittato all’uopo, li aspetta un amico dell’uomo. Cominciano le riprese. I due uomini si alternano alla videocamera mentre l’altro è ‘on stage’ con le due donne. Al termine delle “riprese” restano a dormire nell’appartamento e il giorno dopo partono per Pisa. Trenta minuti di girato, che però non entusiasmano il produttore. Dice che il film è ‘scarso’, che non va bene, che non può avere successo neppure come prodotto amatoriale. In breve, non lo compra.

Delusi, tornano a Grosseto e lui riaccompagna a casa le due donne. E a questo punto scoppia la lite, perché le due ragazze vogliono trecento euro a testa a titolo di “lucro cessante”, ovvero quello che avrebbero incassato, a loro dire, se durante il tempo perso a girare il film avessero ‘esercitato’ in proprio. L’uomo non è dello stesso parere. Inizia un violento litigio ed una delle due afferra la videocamera dell’uomo e lascia l’auto. Lui esce in strada, afferra la borsa con lo strumento per le riprese, e torna in macchina. A quel punto si materializzano dal nulla una decina di uomini, tutti stranieri, tutti amici e vicini di casa delle due donne, tutti minacciosi ed incazzati... Gli portano via la telecamera e gli sfasciano la macchina (una Mercedes, tra l’altro). Lui si vede costretto a battere in ritirata e chiamare i carabinieri, denunciando le due donne.

Ne nasce un procedimento penale a carico di queste ultime, accusate di esercizio arbitrario delle proprie ragioni; tuttavia il reato, perseguibile a querela di parte, è stato fatto oggetto di remissione di querela da parte dell’uomo, evidentemente “convinto” a desistere, con le buone o con le cattive.
Tutto questo cosa insegna? Semplicemente, che attori/rici porno non ci s’improvvisa, neppure se si lavora comunque nell’ambito del sesso; e che per girare filmati, seppur amatoriali, un minimo di professionalità è pur sempre richiesta.
Meditate, gente, meditate…

Cellus Cocks

sabato 17 febbraio 2007

Rossini maramaldo. Una finta convocazione calcistica.

Sorridete tutti, il campionato di calcio è ripreso! Dopo un rapido pit-stop di riflessioni è ricominciato tutto da capo senza che nulla, o quasi, sia cambiato.

In attesa di ricevere dai lettori le più grosse “balle” nate e raccontate nello spogliatoio, proverò a scaturire interesse nel popolo sampdoriano raccontandovi l’aneddoto di uno scherzo che risale al lontano 1993.

Forse non tutti i bernardofili sanno che agli arbori della Bernarda Prod-Action le azioni avevano come principale direzione, gli SCHERZI, diretti alle persone più meritevoli con lo scopo di verificarne i limiti esaltandone al massimo le capacità di credulità.

Lo scherzo in questione colpisce una Professoressa di Italiano della non così famosa, sino ad allora, classe 3’ C, del Liceo Scientifico Nicoloso da Recco.

Fin qui potrebbe sembrare tutto semplice visto quello che si vede oggi giorno su YouTube. Diciamo che all’epoca dello svolgimento dei fatti violare lo spazio di una struttura pubblica facendo irruzione nello spazio ufficiale di una lezione senza ovviamente nessun preavviso poteva sicuramente creare gravi conseguenze. Il fatto curioso che ha motivato la nostra videoscorribanda era verificare il livello di stupidità attribuito alla Professoressa Sanna, incautamente moglie di una gloria del calcio Sampdoriano, vale a dire Gaudenzio Bernasconi. Per il popolo sampdoriano questo dovrebbe scaturire un maggiore interesse visto che Bernasconi (336) risulta essere il terzo giocatore di tutti i tempi per numero di presenze con la maglia della Sampdoria dopo Mancini(431) e Wiercowood (358).

Addirittura, volendo fantasticare se si potesse mettere in campo la miglior formazione di tutti i tempi della Sampdoria, la maglia numero 5 riporterebbe il suo nome: Pagliuca, Mannini, Briegel, Ocwirk, Bernasconi, Pellegrini, Mora, Souness, Bassetto, Mancini, Vialli anche se trovo inutile dilungarsi troppo e tessere le lodi di un giocatore, per altro della Sampdoria, sapendo le gioie che ci ha saputo dare sua moglie.

Individuato l’obbiettivo, si è pensato di colpirla nel vivo proprio di quel mondo in cui la sua vita dovrebbe far parte, il mondo del calcio di suo marito. Io e Barrell organizziamo il tutto al meglio per intavolare un imprevedibile e inaspettata diretta televisiva all’interno di una sua lezione di italiano per comunicare alla Nazione l’imminente convocazione nell’Under 21 di Cesare Maldini di un suo alunno, Andrea Rossini.

Per far questo ci siamo avvalsi di Andrei Milotich, che ci ha pregiato di questo cameo prima di dissolversi nel nulla, il quale ha saputo impersonare mirabilmente il giornalista da assalto con la fame di ottenere l’esclusiva e di farsi spazio e breccia in questo mondo difficile in cui era a muovere i primi passi.

Dopo la maturità con lei ottenuta l’anno precedente, le abbiamo fatto credere, corredando il Nostro di tesserino da giornalista improbabile, bozze di prime pagine di giornale con la sensazionale notizia e di un primo e finto cellulare, che avremmo approfittato della sua conoscenza per potere notificare e intervistare in esclusiva via satellite il suo alunno Andrea Rossini. Vivere in prima persona quei momenti penso che sia stato incredibile per tutti. Qui di seguito vorrei ringraziare proprio Andrei Milotich di cui le ultime notizie a noi pervenute lo davano a Maranello a lavorare in Ferrari. Se ci contatasse al più presto, avremmo un idea da portare avanti per uno scherzo a Jean Todt.

Per chi avesse interesse di addentrarsi nel merito dello specifico e storico scherzo e rimanere così legato al calcio che piace a me, è libero di consultare il sito….



Andrew Young



www.bernardaweb.com (cerca negli scherzi)

martedì 6 febbraio 2007

Andrew Young e i suoi sentimenti da spogliatoio

Domenica, in un momento in cui il calcio giustamente si è fermato per le note vicende di Catania, ho avuto il piacere di riassaporare il gusto di giocare una partitella tra amici come da troppo tempo non facevo.

Questo mi ha permesso di staccarmi dall’immediata realtà, spostare la mia attenzione e poter riflettere sugli aspetti piacevoli, ormai sopiti, ma spero non del tutto persi che il calcio può dare.

Erano 6 mesi che non toccavo un pallone e anche se l’ho toccato davvero poco, almeno l’ho visto passare un paio di volte e ho capito che non è il pallone che conta ma tutto il resto. La cosa che di gran lunga risulta essere la cosa più importante sono le balle che si raccontano nello spogliatoio. Sono incredibili ed inenarrabili e non esiste luogo al mondo migliore per poterle raccogliere. Se ci fosse una persona al mondo che abbia avuto la prontezza di raccoglierle in un libro, questo sarebbe sicuramente un best seller. In questo il mio candidato migliore allo scettro di “migliore giocatore” risulta colui che chiameremo simpaticamente Divyx, forse perché non ho avuto modo di fare la doccia con Maradona o Van Basten.
Queste poche righe per chiedervi di farmi rivivere il calcio che piace a me, quello dello spogliatoio.


eh, che belle le palla da spogliatoi, immagino che tutti voi ne abbiate una da raccontare.....tra pochi giorni vi racconterò una vicenda e un aneddoto (questo vero) fatto di storia e di odori di altri tempi a cui la Bernada PA si è voluta a suo modo unire.

P.S. il tutto si lega più o meno indirettamente ad un componente della squadra nella foto!

Andrew Young