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giovedì 30 ottobre 2008

Addio a Gerard Damiano. L'ultimo baluardo di un'epoca che non c'è più.

Si faceva ancora chiamare Jerry Gerard, quando iniziò a girare film negli scantinatidi New York alla fine degli anni '60. Poco prima di lasciare ai posteri il più nototra i titoli pornografici, quel Gola profonda che ha cambiato la storia del costumenel mondo occidentale. Lo scorso 26 ottobre è morto a Forto Myers, in Florida, il regista Gerard Rocco(nomen omen) Damiano, per complicazioni seguite ad un infarto. Ha raggiunto in cielol'icona Linda Lovelace, che lui stesso aveva creato pressocché dal nulla.

Gerard durante una fase delle riprese del film "Gola Profonda"
Il 31dicembre venturo avrebbe compiuto 80 anni.Prima di darsi al porno, Damiano aveva fatto il parrucchiere. Nel 1971 conobbe ChuckTraynor, gestore di un topless bar della Grande Mela, che gli presentò la sua giovanemoglie, Linda Boreman: Damiano la ribattezzò Lovelace e la volle subito per Golaprofonda, il primo film di massa per adulti. La pellicola divenne un simbolo dellarivoluzione sessuale, venne promossa da tanti intellettuali americani (in realtàgrandissimi masturbatori repressi), che sentenziarono: «Quella è pornografiachic».Gola profonda venne vietato in 23 stati americani e subì ripetuti sequestri.Gruppi religiosi bruciavano le pellicole e il protagonista maschile, Harry Reems,venne pure processato. In compenso, Damiano poté consolarsi con un incasso che stimeufficiose calcolano in complessivi 600 milioni di dollari in 36 anni. Roba da GuerreStellari!

Da compararsi con i 25 mila dollari spesi per la realizzazione, durata seigiorni di riprese...Il New World Theater di New York vide interminabili file davantiai botteghini per la prima proiezione del film, Frank Sinatra ne acquistò in segretouna copia da proiettare in casa sua per visioni “private”, mentre Jackie Onassis eTruman Capote si misero in fila. Johnny Carson e Bob Hope ne parlarono nei loropopolarissimi tv-shows, così come ne parlò il New York Times. Del resto erano tempiin cui si usciva definitivamente dalla pruriginosa repressione sessuale statunitensedei '50 e dei medi '60, la società americana era letteralmente “affamata” di sesso,basti pensare al clamore suscitato negli U.S.A. da un film come Ultimo Tango aParigi, che val ben altro dell'attenzione morbosa con cui fu accolto dall'eliteradical-chic newyorkese. Sono passati circa 40 anni, sembrano 100.

Oggi basta un click a portata di qualsiasi dito per vedere fiche aperte, letteralmente. Ma questa èun'altra storia.L'uscita in Italia di Gola profonda, nel 1976, con quattro anni di ritardo rispettoall'America, coincise con la nascita delle sale cinematografiche "a lucirosse". Sarebbe tuttavia riduttivo identificare Damiano col solo Gola Profonda.Portano la sua firma altri pilastri del cinema hard, che hanno fatto la (prei)storiadel genere, tra i quali è d'obbligo citare il capolavoro assoluto “The Devil in MissJones”, girato subito dopo Gola e nettamente superiore a quest'ultimo (e col meritodi aver imposto la straordinaria maschera di Georgina Spelvin), nonché “Sex Odissey”del 1977, una vera e propria allegoria psichedelica del porno, un kolossalineguagliato, un “concept-porno”.

Nel 1991, oramai da tempo in declino ed oscuratodalle nuove leve dell'hard e dall'abbrutimento che l'industria porno americana avevasubìto nel corso degli anni '80, tentò una “reentré” proponendo con scarso successouna “nuova” Gola profonda, con protagonista la povera Moana Pozzi; i tempi però eranoirrimediabilmente cambiati, e Damiano divenuto un “dinosauro” buono giusto per lapensione. Si ritirò dunque a vita privata con l'ex-pornostar Paula Morton, che avevasposato vent'anni prima.Sia detto senza ironia: quest'uomo ha cambiato la storia delcinema, non solo quello hard.

Cellus Cocks

mercoledì 15 ottobre 2008

Rose Mc Gowan la nuova gola profonda?



L'attrice americana Rose McGowan sta seriamente prendendo in considerazione diaccettare un ruolo davvero mitico: quello della pornostar Linda Lovelace, laleggendaria interprete di "Gola profonda", l'archetipo dell'hard modernouscito per la prima volta nel 1972.

Il progetto ha il titolo provvisorio di "Inferno" e dovrebbe essere direttodal regista Matthew Wilder. Le prime voci parlano di Bill Pullman nei panni di Hugh Hefner (il patron di Playboy) e di Josh Lucas in quelli del marito-padrone di Linda, il feroce Chuck Traynor.


Brunetta formosa, sexy e accattivante, la trentacinquenne Rose McGowan è una dellestar in ascesa di Hollywood e della miglior fiction tv statunitense. Sul grande schermo la si è potuta, sinora, apprezzare per la sua carica sensuale, chesi presume possa riportare nel ruolo della Lovelace. Un ruolo, questo, da sempremolto ambito, in quanto la triste parabola umana della pornostar (scomparsa,ricordiamo, in un incidente stradale nel 2002) sembra fatta apposta per stuzzicaregli appetiti pruriginosi ed ipocriti del cinema mainstream: in proposito vale la penadi ricordare che numerosi progetti, successivamente abortiti, di riduzionicinematografiche della star di "Gola Profonda" sono più volte sorti inpassato, coinvolgendo per il ruolo di protagonista attrici del calibro di Angelina Jolie o Meg Ryan.

lunedì 17 marzo 2008

STAY AWAY FROM IRINA AND PARANOID PARK


Solleticato dai giudizi positivi di più d’un critico ho deciso di investire tre orette nella visione di due pellicole ripugnanti:

IRINA PALM di Sam Garbaski con Marianne Faithfull e PARANOID PARK di Gus Van Sant.


Il primo narra la storia di una nonna che si improvvisa masturbatrice a pagamento in un locale osè, per rimediare le sterline necessarie alle cure del nipotino in fin di vita. Tralsciando ogni giudizio sul plot, ciò che ho trovato agghiacciante è l’interpretazione della Faithfull. L’ex groupie e fidanzata in multiproprietà di tanti Beatles & Rolling Stones mantiene la stessa espressione per tutto il film, sia che meni cazzi o che consoli il bimbetto malato.


Di peggio è riuscito a fare solo Tom Hanks! Per quanto riguarda Paranoid Park (Premiato dalla Giuria di Cannes!!) non succede assolutamente nulla per tutto il film ambientato in un skateboard park dove il giovane Gabe Nevins si trova invischiato in un omicidio. Se si eccettua la scena dell’interrogatorio che ha una buona resa grazie anche alla – questa volta ottima – interpretazione del protagonista ed a quella della vittima che ridotta a torsolo umano si accomiata dal mondo strisciando, il resto è pura noia anche se d’autore!


Il trailer di Irina Palm




Il trailer di paranoid park

Rob Barrell

martedì 4 marzo 2008

L’ISLANDA DEI SIGUR ROS e di un NAPOLETANO

Non è facile accostarsi all’arte ed alle atmosfere rarefatte del gruppo islandese dei Sigur Ros. Io ci provo da anni e devo ammettere che pur avendo vissuto per tre mesi a Reykjavik e quindi assaporato gli umori dell’isola di ghiaccio e di fuoco, riesco difficilmente a digerire un intero disco della band. Così non è stato con il documentario Heima (a casa) che racconta il tour del gruppo nel paese d’origine e che - partito dalla capitale - va a toccare villaggi microscopici e luoghi fuori da qualsiasi rotta geografica.

Insomma, i Sigur Ros hanno voluto omaggiare la loro terra e tutti i coinquilini di una landa apparentemente inospitale, ma affascinante come poche al mondo. Durante la mia permanenza in loco - dovuta al progetto Erasmus - ho conosciuto qualche straniero che là si era sistemato. Tra questi un napoletano che per un curioso scherzo del destino vi si era trasferito e che durante una cena a casa sua mi raccontò di quando alla fine degli anni sessanta fece scalo a Reykjavik mentre era diretto a New York.

Lì fu costretto a passare la notte per una avaria al motore dell’aereo e quella fu la prima di tutte le notti di lì a venire: si innamorò di una ragazza e mise al mondo tre creature mezze islandesi e mezze partenopee. Quando gli chiesi se ha nostalgia dell’Italia e di Napoli in particolare, lui mi guardò dritto negli occhi e mi disse che “gli Italiani vivono per gli occhi degli altri mentre gli islandesi vivono e questo gli basta”. Intesi che non sarebbe più tornato e mi piace immaginarlo con la famiglia intera ad uno dei concerti dei Sigur Ros dei quali non perdete almeno il trailer di “Heima”



giovedì 17 gennaio 2008

I MIGLIORI FILM DEL 1971

Cellus Cock ha redatto la classifica del 1971
Potete commentare e discuterne con il nostro poderoso autore.


I) Arancia meccanica (A Clockwork Orange), di Stanley Kubrick; con: Malcolm McDowell - Michael Bates - Adrienne Corri - Patrick Magee.

II) L'ultimo spettacolo (The Last Picture Show), di Peter Bogdanovich; con: Timothy Bottoms - Jeff Bridges - Ben Johnson - Cybill Shepherd - Ellen Burstyn - Cloris Leachman - Eileen Brennan - Randy Quaid - Sam Bottoms - Clu Gulager.
III) I compari (McCabe and Mrs. Miller), di Robert Altman; con: Warren Beatty - Julie Christie - René Auberjonois - Shelley Duvall.
IV) Il braccio violento della legge (The French Connection) di William Friedkin; con:Gene Hackman - Fernando Rey - Roy Scheider.
V) La notte brava del soldato Jonathan (The beguiled), di Don Siegel; con: Clint Eastwood - Geraldine Page – Jo Ann Harris.
VI) I diavoli (The Devils), di Ken Russell; con: Vanessa Redgrave - Oliver Reed - Dudley Sutton - Max Adrian - Gemma Jones.
VII) Le due inglesi (Les deux Anglaises (et le Continent)), di Francois Truffaut; con: Jean-Pierre Léaud - Kika Markham - Stacey Tendeter - Georges Delerue.
VIII) Cane di paglia (Straw Dogs) di Sam Peckinpah; con: Dustin Hoffman - Susan George - Peter Vaughan - T.P. McKenna - David Warner.
IX) Morte a Venezia, di Luchino Visconti; con: Dirk Bogarde – Silvana Mangano – Marisa Berenson – Romolo Valli – BjÖrn Andersen.
X) Attenzione alla puttana santa (Wernung vor einer heiligen hutte), di R.W. Fassbinder; con: Hanna Schygulla – Eddie Constantine – Lou Castel – R.W. Fassbinder.
XI) Harold e Maude (Harold and Maude), di Hal Ashby; con: Ruth Gordon - Bud Cort - Vivian Pickles - Cyril Cusack.
XII) Walkabout, di Nicolas Roeg; con: Jenny Agutter – Luc Roeg – David Gulpilil.
XIII) Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo (Dirty Harry) di Don Siegel; con: Clint Eastwood - Andrew Robinson - Harry Guardino - Reni Santoni - John Vernon.
XIV) Strada a doppia corsia (Two-Lane Blacktop), di Monte Hellman; con: James Taylor - Dennis Wilson - Warren Oates - Laurie Bird - Harry Dean Stanton - David Drake - Melissa Hellman
XV) E Johnny prese il fucile (Johnny got his gun), di Dalton Trumbo; con: Donald Sutherland – Jason Robards.
XVI) Panico a Needle Park (The panic in needle park), di Jerry Shatzberg; con: Al Pacino- Kitty Winn - Raul Julia.
XVII) Duel, di Steven Spielberg; con: Dennis Weaver - Tim Herbert - Charles Peel - Eddie Firestone
XVIII) Minnie e Moskowitz, di John Cassavetes con Seymour Cassel - Gena Rowlands - Val Avery - Timothy Carey - Katherine Cassavetes.
XIX) Conoscenza carnale (Carnal knowledge), di Mike Nichols; con: Jack Nicholson – Art Garfunkel – Ann Margret – Candice Bergen.
XX) Il Decameron, di Pier Paolo Pasolini; con: Franco Citti – Ninetto Davoli – Silvana Mangano – Guido Alberti.
XXI) Taking off, di Milos Forman; con: Buck Henry – Lynn Carlin – Kathy Bates.
XXII) L'uomo che fuggì dal futuro (THX 1138), di George Lucas; con: Robert Duvall - Donald Pleasence - Maggie McOmie - Don Pedro Colley.
XXIII) Domenica, maledetta domenica (Sunday, bloody sunday), di John Schlesinger; con: Glenda Jackson – Peter Finch – Murray Head.
XXIV) I visitatori (The visitors), di Elia Kazan; con: James Woods – Steve Railsback – Patricia Joice.Una squillo per l’Ispettore Klute (Klute), di Alan J. Pakula; con: Jane Fonda – Roy Scheider

venerdì 4 gennaio 2008

I migliori 25 film el 1970 secono il nostro Cellus Cocks


Cellus 1970's top films!


Personalmente ho sempre mitizzato il cinema del passato. Appartengo a quella categoria di persone che ritengono ormai la Settima Arte si sia involgarita ed artisticamente impauperita, negli ultimi 25 anni, innescando un lento ma inesorabile processo degenerativo. Recentemente, per la prima volta, mi è venuta l’idea di constatare nella pratica se il mio atteggiamento mentale sia frutto di una particolare tendenza a considerare il vecchio “buono”, ovvero se – in effetti – esso poggi su basi reali ed oggettive.


Proprio per questa ragione ho deciso di intraprendere un ambizioso progetto finalizzato a stilare, anno per anno, una classifica di 25 (tanti, per il vero) film di valore assoluto e degni di essere conservati nella memoria collettiva degli appassionati di cinema.
Due notazioni: la classifica è stilata dal sottoscritto e riflette – in tutto e per tutto – i relativi gusti personali, artistici e di sensibilità; in caso di dolorose scelte tra titoli parimenti storici e di egual valore, detto gusto (unitamente alla capacità, a mio insindacabile giudizio, di conservarsi attuali nel tempo) è stato “l’ago della bilancia”.


In secondo luogo, essendo il presente un progetto sentito ma coltivato (purtroppo) per puro hobby, non sono in grado di pianificare un rigoroso ordine di realizzazione e gli anni trattati, per così dire, sono piuttosto “casuali”; a tale proposito, ho insindacabilmente deciso di iniziare dagli amatissimi anni ’70 (precisamente, con il 1970).
Preciso che tutti i film in classifica sono – per l’ovvio – stati visionati dal sottoscritto in tempi più o meno recenti, e che prima di addivenire alla classifica mi sono adeguatamente documentato controllando l’elenco di TUTTI i film usciti e distribuiti (in Italia..) nel relativo anno solare d’appartenenza.


Altri strumenti di cui mi servo, sono gli immancabili Mereghetti e Morandini, integrati da quella potentissima risorsa che è la Rete.
Suggerimenti e commenti vari, come le domande, graditi.



Cellus Cocks


I MIGLIORI FILM DEL 1970


I) Cinque pezzi facili (Five Easy Pieces), di Bob Rafelson; con: Jack Nicholson - Karen Black - Susan Anspach.
II) Dodes’ka-den, di Akira Kurosawa; con: Yoshitaka Zuschi - Kyoko Tange.
III) Tristana di Luis Buñuel; con: Catherine Deneuve - Fernando Rey - Franco Nero - Lola Gaos - Antonio Casas - Jesús Fernández.
IV) Il piccolo grande uomo (Little Big Man), di Arthur Penn; con: Dustin Hoffman - Faye Dunaway - Martin Balsam - Chief Dan George - Richard Mulligan - Jeff Corey - Aimee Eccles.
V) Messaggero d'amore (The Go-Between), di Joseph Losey; con: Alan Bates - Julie Christie - Michael Redgrave - Dominic Guard - Margaret Leighton - Edward Fox.
VI) Festa per il compleanno del caro amico Harold (The Boys in the Band), di William Friedkin; con: Kenneth Nelson - Leonard Frey - Frederick Combs.
VII) M.A.S.H. (M*A*S*H*), di Robert Altman; con: Donald Sutherland - Elliott Gould - Robert Duvall - Tom Skerritt - Sally Kellerman - Jo Ann Pflug.
VIII) La ballata di Cable Hogue (The Ballad of Cable Hogue), di Sam Peckinpah; con: Jason Robards - David Warner - Strother Martin - Stella Stevens.
IX) Il conformista di Bernardo Bertolucci; con: Jean-Louis Trintignant - Stefania Sandrelli - Dominique Sanda - Pierre Clementi - Gastone Moschin - Enzo Tarascio - Milly - Yvonne Sanson - Fosco Giachetti.
X) Mariti (Husbands), di John Cassavetes; con: John Cassavetes - Ben Gazzara - Peter Falk.
XI) Il giardino dei Finzi Contini, di Vittorio De Sica; con: Fabio Testi – Helmut Berger – Dominique Sanda – Lino Capolicchio.
XII) La vita privata di Sherlock Holmes (The Private Life of Sherlock Holmes), di Billy Wilder; con: Robert Stephens - Colin Blakely - Christopher Lee - Geneviève Page - Stanley Holloway - Clive Revill - Irene Handl - Tamara Toumanova - Catherine Lacey.
XIII) I senza nome (Le circle rouge) di Jean Pierre Melville; con: Alain Delon - Bourvil - Yves Montand - Gian Maria Volonté - François Périer.
XIV) Zabriskie Point, di Michelangelo Antonioni; con: Paul Fix – Mark Frechette – Daria Halprin – Harrison Ford.
XV) Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, di Elio Petri; con: Gian Maria Volonté – Florinda Bolkan – Orazio Orlando – Gianni Santuccio.
XVI) L’uccello dalle piume di cristallo, di Dario Argento; con: Tony Musante – Enrico Maria Salerno – Suzy Kendall – Mario Adorf.
XVII) Non drammatizziamo.. è solo questione di corna (Domicile conjugal), di François Truffaut; con: Jen-Pierre Léaud – Claude Jade – Ada Lonati.
XVIII) Comma 22 (Catch-22) di Mike Nichols; con:Alan Arkin - Martin Balsam - Richard Benjamin - Art Garfunkel - Orson Welles - Paula Prentiss - Anthony Perkins - Jon Voight - Martin Sheen - Charles Grodin.
XIX) Soldato blu (Soldier Blue), di Ralph Nelson; con: Candice Bergen - Peter Strauss - Donald Pleasence - John Anderson - Jorge Rivero.
XX) Tora! Tora! Tora!, di Richard Fleisher; con: Joseph Cotten – Martin Balsam – Jason Robards.
XXI) La strategia del ragno, di Bernardo Bertolucci; con: Giulio Brogi – Alida Valli – Tino Scotti.
XXII) Trash, i marciapiedi di New York (Trash), di Paul Morrissey; con: Joe Dallessandro – Holly Woodlawn – Geri Miller.
XXIII) Anche i nani hanno cominciato da piccoli (Auch zwerge haben klein angefangen), di Werner Herzog.
XXIV) Patton, generale d’acciaio (Patton), di Franklin J. Schaffner; con: George C. Scott – Karl Malden – Frank Latimore.
XXV) Anche gli uccelli uccidono (Brewster McCloud), di Robert Altman; con: Bud Cort – Sally Kellerman – Shelley Duvall – Stacy Keach – René Auberjonois.

Cronemberg promette e mantiene!


La Promessa dell’Assassino, ovvero su come Cronenberg mantenga sempre quel che promette.

Alzi la mano chi, tra gli spettatori di questo (bel) film di David Cronenberg, ha compreso il senso del titolo affibbiato alla pellicola dal distributore italiano. In passato abbiamo spesso stigmatizzato la tendenza “globalizzante” ad abolire la traduzione dei titoli dei film di produzione estera; tuttavia, quando il significato dell’originale viene appiattito con interpretazioni disinvolte che conferiscono un’aria da B-movie a pellicole - viceversa - di primo piano (come questa), qualche dubbio sull’utilità di simili operazioni sorge spontaneo.
In ogni caso, “Eastern Promises” (preferiamo chiamarlo così) – secondo frutto, dopo History of Violence, del nuovo corso cronenberghiano votato a realizzare pellicole di più ampia fruibilità commerciale, pur rimanendo in un ambito prettamente “autoriale” – è un noir di quelli che non si dimenticano. La rappresentazione sottilmente sociologica che il grande regista canadese offre della rampante “neo-mafia” russa sfugge i cliché del genere, pur rispettandone i canoni di base; quello di Cronenberg è uno sguardo antropologico, che ricorda parzialmente lo Scorsese di “Quei bravi ragazzi” e soprattutto di “Mean streets”, distaccandovisi però quando il regista persegue alcuni temi a lui cari: la carnalità (anche qui esibita a piene mani), il tema del “doppio”, l’ambiguità profonda insita in personaggi come quello (memorabile) di Viggo – “non più Aragorn” – Mortensen o di Vincent Cassel (finalmente in un ruolo di cui può andare fiero). Altrettanto sconvolgente l’impersonificazione del Male Assoluto, offerta mirabilmente da Armin Mueller-Stahl.

Quello di Cronenberg è, ancora, un cinema che non urla, non sguaita, non carpisce l’attenzione dello spettatore col facile effetto: l’inquietudine striscia sottile “sotto la pelle” di chi vede il film, come un “demone” pronto a manifestarsi in squarci di violenza tanto brutali, quanto funzionali alla storia ed alle parabole esistenziali che l’autore colloca con sapienza all’interno delle vicende narrate.

In conclusione, un grande film: da vedere, prima che la programmazione delle Feste, fatta delle solite commedie scurreggione all’italiana (o all’americana..) fagociti questa perla.


Cellus Cocks

mercoledì 19 settembre 2007

Cameron Returns

Cameron returns.

Oramai molti lo credevano definitivamente vittima del delirio megaloman-autodistruttivo in cui era caduto all’indomani del successo ottenuto da Titanic (1997, a tutt’oggi il suo ultimo film), ennesima preda di quella sindrome da terrore di non-ripetersi-sugli-stessi-livelli che assale spesso i responsabili di trionfi artistico – commerciali.
Ed invece pare (ripetesi, PARE) che James Cameron si sia concretamente messo al lavoro su un nuovo progetto.
Nei dieci anni e più in cui si è tenuto lontano dal grande schermo per girare documentari sottomarini, fan e appassionati si sono prodigati nell'attribuirgli la lavorazione imminente dei progetti più diversi ed improbabili.


Ora invece, un comunicato della 20th Century Fox annuncia che il regista sarebbe (il condizionale è d’obbligo) davvero tornato dietro la macchina da presa. Il suo prossimo film sarà una storia di fantascienza dal titolo Avatar, incentrata (secondo dichiarazioni rilasciate dallo stesso Autore) su un veterano di guerra paraplegico che viene spedito nel remoto pianeta di Pandora, dove gli abitanti stanno combattendo una guerra per la sopravvivenza. Il budget annunciato dalla Fox è di circa 200 milioni di dollari, abbastanza per assecondare il talento visionario del vecchio allievo di Roger Corman.


L’uscita è prevista per l’estate del 2009, ma l’esperienza insegna che con James Cameron i tempi possono dilatarsi anche per anni…
Rumors parlano di un cast di semisconosciuti, ma anche di Sigourney Weaver nei panni di un’aliena e di una parte minore per Michael Biehn, attore feticcio del regista.
Che dire? Dal primo accenno di trama sembrerebbe, ad istinto e sulla carta, una grandissima minchiata… Tuttavia Cameron è un regista talentuoso, che ha sempre saputo trarre dai propri soggetti il massimo di spettacolarità e fascino visivo.
Aspettiamo, quindi, curiosi ed abbastanza fiduciosi.


Cocks

martedì 11 settembre 2007

Cinema italiano.info


Comunicato stampa

E' online da oggi, 10 settembre 2007, la nuova versione di
http://www.cinemaitaliano.info

CinemaItaliano.info nasce nel settembre del 2005, con la missione di
promuovere il miglior cinema italiano, quello dei giovani registi,
quello che riscuote successi nei festival ma che per motivi
italianissimi non riesce ad avere una degna distribuzione nelle
sale. Ed è un peccato.

In questi due anni, CinemaItaliano.info ha selezionato oltre 700 film
nostrani, tra lungometraggi e documentari prodotti dopo il 2000,
tralasciando i vari Vanzina e Pieraccioni, e cercando nel sottobosco
le fragoline migliori.

CinemaItaliano.info adesso si rinnova, rinfrancato dall'interesse che
il proprio progetto in soli due anni è riuscito a suscitare. Una prima
novità è la pubblicazione degli estratti video dei film, in
collaborazione con gli uffici stampa e le case di produzione. Altre
novità rivoluzionarie(!) arriveranno durante la stagione. Vedrete.

Continuate a seguirci!

giovedì 6 settembre 2007

Asia argento girerà un porno per donne.


C'è un bombardamento quotidiano, molto più sottile e insidioso, che non fa poi così clamore: quello del porno. TV, libri, riviste, internet: impossibile difendersi. Eppure, c'è qualcuno che è convinto che, in realtà, ce ne sia troppo poco. Sapete chi?Asia Argento, una donna poco avvezza alle mezze misure, che è convinta che il materiale ad alto contenuto erotico destinato a un pubblico femminile pianga miseria. Fortuna che c'è lei, la paladina delle casalinghe annoiate, la salvatrice delle manager frustrate, l'eroina delle segretarie apatiche. L'attrice ha deciso di passare dall'altra parte della telecamera e di girare un po' di quella roba bella spinta. Anzi, vorrebbe fare il porno remake di Faster, Pussycat! Kill! Kill! e portarlo a un livello successivo. Nel cassetto anche il sogno di un film sul sesso, ancora un grosso tabù per le donne. Fortuna che c'è lei...

Da ten magazine

lunedì 30 luglio 2007

Cento passi


I CENTO PASSI
Dopo una battaglia legale iniziata nel 1982 lo Stato Italiano e’ riuscito a confiscare terreni, società, appartenuti al boss di Cinisi, Gaetano Badalamenti, deceduto tre anni fa. Badalamenti fu accusato di essere il capomafia della sua città natale Cinisi e di capeggiare la cupola mafiosa nel 1970. Nel 1987 fu condannato negli Stati Uniti a 44 anni di reclusione in una prigione federale per essere stato uno dei leader della allora chiamata Pizza Connection, un anello di narcotraffico del valore di 1,65 miliardi di dollari che utilizzava pizzerie come punti di spaccio dal 1975 al 1984. Badalamenti fu condannato all'ergastolo dai magistrati italiani per la morte del militante di Dp Peppino Impastato avvenuta nel 1978, lo stesso giorno del delitto Moro. Oscurati dalla tragedia nazionale in atto in quei giorni, la sua storia e la sua tragica fine resteranno ignoti alla massa per più di vent'anni, sino all'uscita del film I CENTO PASSI di Marco Tullio Giorana. Tra i beni confiscati al Badalamenti c’è pure la casa di Cinisi che dista appunto cento passi da quella della famiglia Impastato. Senza aggiungere altro consiglio a tutti la visione di questo gioiello: un film militante, ma anti-retorico ed apartitico che ha consegnato alla storia la vicenda sino ad allora semisconosciuta di un coraggioso eroe locale.


Barrel

mercoledì 4 luglio 2007

HOstel 2, un film politico?


La cosa più sorprendente nell’accingersi a leggere le critiche del nuovo lavoro di Eli Roth è la pressoché generalizzata (e trasversale) opinione secondo cui si tratterebbe di uno dei film più schiettamente “politici” degli ultimi anni.
Oddìo, Hostel alla stregua de “La Cosa” (non il capolavoro Carpenteriano, ahimé – anch’esso a ben vedere un film “politico” sull’alienazione ed il terrore dell’ “altro” – bensì il pallosissimo documentario morettiano..)?


Non esattamente.


Attraverso la filigrana dello splatter – thriller – pseudogiovanilistic – gore – spectacular – citazionist – autoreferenzial movie realizzato dal protetto di Tarantino, è effettivamente possibile constatare una neppur troppo sottile critica anticapitalista, tanto più feroce quanto più radicali sono gli strumenti formali scelti per rappresentarla (c’è addirittura un taglio di minchia perfettamente visibile!).


Il messaggio, forte e chiaro, è che tutto si può comprare: non solo i ricconi si comprano le vittime da torturare a morte in una sorta di multinazionale specializzata, ma le stesse vittime possono ri-lanciare comprandosi a propria volta la libertà: “offrendo di più” a quella stessa multinazionale, è addirittura possibile vendicarsi dei loro stessi carnefici!
La pellicola si salva quasi miracolosamente da un didascalismo d’accatto grazie ad un’innegabile onestà intellettuale nel perseguire e trasmettere le tematiche di cui sopra: a tali fini, fa piacere constatare come – a differenza del primo capitolo – non vengano fatti sconti, come detto, su particolari crudi e/o efferatezze offerti in tutta la loro brutale evidenza, sì da far interrogare ogni spettatore su cosa lo spinga veramente ad andare a vedere un film del genere. Semplice curiosità morbosa?


Ringraziamo comunque Roth per quest’ulteriore balzo in avanti dell’extreme splatter nel minstream, rispetto ai territori alternativi nei quali era confinato in passato (Guinea Pig docet!).


Cocks

martedì 13 marzo 2007

Grindhouse e i finti trailers.

Il 6 aprile uscirà negli States Grindhouse, il nuovo e attesissimo film della coppia Tarantino-Rodriguez.

Il titolo rimanda ai locali hardcore degli anni cinquanta e sessanta che proiettavano i primi filmetti erotici. Secondo i ben informati Grindhouse si compone di due episodi, intercalati in da falsi trailer, diretti sia dalla coppia, ma anche da altri registi quali Edgar Wright, Eli Roth e Rob Zombie.

Tralasciando i rimandi alla trama dei due film vorrei focalizzare l’attenzione sulla storia dei falsi trailers.




Ricordo il demenziale Gandhi 2, che faceva il verso a Rambo nel misconosciuto film americano Vidioidiots from UHF del 1988 con Al Yancovic e David Bowie (in uno dei momenti più tristi della sua carriera di attore). Impedibile invece Matinee di Joe Dante che contiene tra gli altri il falso trailers dell’horror M-ANT (uomo formica) e sempre di Joe Dante va ricordato Donne amazzoni sulla luna.

Venti episodi che prendono in giro tutti i generi del cinema USA. Il più riuscito è sicuramente quello che dà il titolo al film, una presa per i fondelli di un finto fantascientifico di serie "z" degli anni Cinquanta dove una spedizione terrestre incontrava sul satellite un gruppo di misteriose donne dai poteri telepatici


Rob Barrell