lunedì 7 gennaio 2008

HEIDI COMPIE 30 ANNI. LA TURCHIA LA CENSURA, LA BERNARDA LA TRADUCE IN DIALETTO.



Quest’anno corre il trentennale del cartone animato Heidi e il governo turco l’ha festeggiata censurandola. Questa notizia è stata data pochi giorni fa ed ha già suscitato una ridda di polemiche. I fans del cartoon possono dormire sonni tranquilli, infatti, non verrà epurato di alcunché! Il censore turco ha usato la lana al posto della scimitarra e in un libro a fumetti Heidi è stata disegnata con un vestito più lungo, mentre alla mitica istitutrice Signorina Rottermeier e la nonna della sua amica Clara sono stati aggiunti il velo e le palandrane.

Ultimamente stiamo lavorando ad un adattamento “Zeneize” del cartoon e essendoci scoppiati una valanga di puntate possiamo dire che il cartoon è costellato da una serie di elementi che potrebbero sottendere a qualcosa di pruriginoso. Mi riferisco al rapporto tra Heidi ed il Nonno a quello tra Lei e Peter, a quello tra Peter e le caprette e perché no! anche a quello tra Heidi e Clara! Tutto ciò solo però agli occhi di un adulto non del tutto a posto con la propria sessualità, in quanto il cartone è il paradigma dei buoni sentimenti, verso gli anziani, la natura, i diversamente abili. Ben diversa, per contenuti e costrutto, è la versione che stiamo realizzando.

Chissà cosa succederebbe se la sottotitolassimo in turco e la diffondessimo sul Tubo!

Rob Barrel

venerdì 4 gennaio 2008

I migliori 25 film el 1970 secono il nostro Cellus Cocks


Cellus 1970's top films!


Personalmente ho sempre mitizzato il cinema del passato. Appartengo a quella categoria di persone che ritengono ormai la Settima Arte si sia involgarita ed artisticamente impauperita, negli ultimi 25 anni, innescando un lento ma inesorabile processo degenerativo. Recentemente, per la prima volta, mi è venuta l’idea di constatare nella pratica se il mio atteggiamento mentale sia frutto di una particolare tendenza a considerare il vecchio “buono”, ovvero se – in effetti – esso poggi su basi reali ed oggettive.


Proprio per questa ragione ho deciso di intraprendere un ambizioso progetto finalizzato a stilare, anno per anno, una classifica di 25 (tanti, per il vero) film di valore assoluto e degni di essere conservati nella memoria collettiva degli appassionati di cinema.
Due notazioni: la classifica è stilata dal sottoscritto e riflette – in tutto e per tutto – i relativi gusti personali, artistici e di sensibilità; in caso di dolorose scelte tra titoli parimenti storici e di egual valore, detto gusto (unitamente alla capacità, a mio insindacabile giudizio, di conservarsi attuali nel tempo) è stato “l’ago della bilancia”.


In secondo luogo, essendo il presente un progetto sentito ma coltivato (purtroppo) per puro hobby, non sono in grado di pianificare un rigoroso ordine di realizzazione e gli anni trattati, per così dire, sono piuttosto “casuali”; a tale proposito, ho insindacabilmente deciso di iniziare dagli amatissimi anni ’70 (precisamente, con il 1970).
Preciso che tutti i film in classifica sono – per l’ovvio – stati visionati dal sottoscritto in tempi più o meno recenti, e che prima di addivenire alla classifica mi sono adeguatamente documentato controllando l’elenco di TUTTI i film usciti e distribuiti (in Italia..) nel relativo anno solare d’appartenenza.


Altri strumenti di cui mi servo, sono gli immancabili Mereghetti e Morandini, integrati da quella potentissima risorsa che è la Rete.
Suggerimenti e commenti vari, come le domande, graditi.



Cellus Cocks


I MIGLIORI FILM DEL 1970


I) Cinque pezzi facili (Five Easy Pieces), di Bob Rafelson; con: Jack Nicholson - Karen Black - Susan Anspach.
II) Dodes’ka-den, di Akira Kurosawa; con: Yoshitaka Zuschi - Kyoko Tange.
III) Tristana di Luis Buñuel; con: Catherine Deneuve - Fernando Rey - Franco Nero - Lola Gaos - Antonio Casas - Jesús Fernández.
IV) Il piccolo grande uomo (Little Big Man), di Arthur Penn; con: Dustin Hoffman - Faye Dunaway - Martin Balsam - Chief Dan George - Richard Mulligan - Jeff Corey - Aimee Eccles.
V) Messaggero d'amore (The Go-Between), di Joseph Losey; con: Alan Bates - Julie Christie - Michael Redgrave - Dominic Guard - Margaret Leighton - Edward Fox.
VI) Festa per il compleanno del caro amico Harold (The Boys in the Band), di William Friedkin; con: Kenneth Nelson - Leonard Frey - Frederick Combs.
VII) M.A.S.H. (M*A*S*H*), di Robert Altman; con: Donald Sutherland - Elliott Gould - Robert Duvall - Tom Skerritt - Sally Kellerman - Jo Ann Pflug.
VIII) La ballata di Cable Hogue (The Ballad of Cable Hogue), di Sam Peckinpah; con: Jason Robards - David Warner - Strother Martin - Stella Stevens.
IX) Il conformista di Bernardo Bertolucci; con: Jean-Louis Trintignant - Stefania Sandrelli - Dominique Sanda - Pierre Clementi - Gastone Moschin - Enzo Tarascio - Milly - Yvonne Sanson - Fosco Giachetti.
X) Mariti (Husbands), di John Cassavetes; con: John Cassavetes - Ben Gazzara - Peter Falk.
XI) Il giardino dei Finzi Contini, di Vittorio De Sica; con: Fabio Testi – Helmut Berger – Dominique Sanda – Lino Capolicchio.
XII) La vita privata di Sherlock Holmes (The Private Life of Sherlock Holmes), di Billy Wilder; con: Robert Stephens - Colin Blakely - Christopher Lee - Geneviève Page - Stanley Holloway - Clive Revill - Irene Handl - Tamara Toumanova - Catherine Lacey.
XIII) I senza nome (Le circle rouge) di Jean Pierre Melville; con: Alain Delon - Bourvil - Yves Montand - Gian Maria Volonté - François Périer.
XIV) Zabriskie Point, di Michelangelo Antonioni; con: Paul Fix – Mark Frechette – Daria Halprin – Harrison Ford.
XV) Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, di Elio Petri; con: Gian Maria Volonté – Florinda Bolkan – Orazio Orlando – Gianni Santuccio.
XVI) L’uccello dalle piume di cristallo, di Dario Argento; con: Tony Musante – Enrico Maria Salerno – Suzy Kendall – Mario Adorf.
XVII) Non drammatizziamo.. è solo questione di corna (Domicile conjugal), di François Truffaut; con: Jen-Pierre Léaud – Claude Jade – Ada Lonati.
XVIII) Comma 22 (Catch-22) di Mike Nichols; con:Alan Arkin - Martin Balsam - Richard Benjamin - Art Garfunkel - Orson Welles - Paula Prentiss - Anthony Perkins - Jon Voight - Martin Sheen - Charles Grodin.
XIX) Soldato blu (Soldier Blue), di Ralph Nelson; con: Candice Bergen - Peter Strauss - Donald Pleasence - John Anderson - Jorge Rivero.
XX) Tora! Tora! Tora!, di Richard Fleisher; con: Joseph Cotten – Martin Balsam – Jason Robards.
XXI) La strategia del ragno, di Bernardo Bertolucci; con: Giulio Brogi – Alida Valli – Tino Scotti.
XXII) Trash, i marciapiedi di New York (Trash), di Paul Morrissey; con: Joe Dallessandro – Holly Woodlawn – Geri Miller.
XXIII) Anche i nani hanno cominciato da piccoli (Auch zwerge haben klein angefangen), di Werner Herzog.
XXIV) Patton, generale d’acciaio (Patton), di Franklin J. Schaffner; con: George C. Scott – Karl Malden – Frank Latimore.
XXV) Anche gli uccelli uccidono (Brewster McCloud), di Robert Altman; con: Bud Cort – Sally Kellerman – Shelley Duvall – Stacy Keach – René Auberjonois.

NON AL DENARO NON ALL’AMORE NE’ A MORGAN



Qualche giorno fa mi è capitato di ascoltare quello che dai critici è considerato il primo esempio di cover-disc Italiano. Ci ha pensato l’ex “Bluvertigo” Morgan ha rifare – con il bene placito di Dori Ghezzi - Non al denaro, non all'amore né al cielo, inciso nel 1971 da Fabrizio De André ed ispirato all'Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters.

Il “remake” è la copia perfetta del capolavoro concepito dal cantautore ligure con l’aggiunta della voce dell’ex di Asia Argento.
Morgan si danna l’anima per raggiungere l’intensità già espressa da Fabrizio, ma il suo cantare è avulso dal contesto e suona asettico come tanti altri suoi lavori. Nessuno sentiva il bisogno di un altro “non al denaro…” per giunta imbarbarito dalla voce di Morgan. Ben diverso sarebbe stato se le melodie concepite pure da Nicola Piovani, fossero state distorte e reinventate ad uso e consumo del giovanotto meneghino. Molti avrebbero gridato allo scandalo, ma qualcuno avrebbe di sicuro apprezzato.

Ricordo con piacere una versione di “Un Ottico” realizzata dalla Black Cats Band che rifece il brano musicalmente più difficile dell’album stravolgendone ogni linea armonica all’insegna di una bizzarria degna del miglior Frank Zappa. Molti protestarono tanti fecero spallucce ma io e qualcun altro applaudimmo a tanto estro e tanta voglia di osare!

Rob Barrel


Cronemberg promette e mantiene!


La Promessa dell’Assassino, ovvero su come Cronenberg mantenga sempre quel che promette.

Alzi la mano chi, tra gli spettatori di questo (bel) film di David Cronenberg, ha compreso il senso del titolo affibbiato alla pellicola dal distributore italiano. In passato abbiamo spesso stigmatizzato la tendenza “globalizzante” ad abolire la traduzione dei titoli dei film di produzione estera; tuttavia, quando il significato dell’originale viene appiattito con interpretazioni disinvolte che conferiscono un’aria da B-movie a pellicole - viceversa - di primo piano (come questa), qualche dubbio sull’utilità di simili operazioni sorge spontaneo.
In ogni caso, “Eastern Promises” (preferiamo chiamarlo così) – secondo frutto, dopo History of Violence, del nuovo corso cronenberghiano votato a realizzare pellicole di più ampia fruibilità commerciale, pur rimanendo in un ambito prettamente “autoriale” – è un noir di quelli che non si dimenticano. La rappresentazione sottilmente sociologica che il grande regista canadese offre della rampante “neo-mafia” russa sfugge i cliché del genere, pur rispettandone i canoni di base; quello di Cronenberg è uno sguardo antropologico, che ricorda parzialmente lo Scorsese di “Quei bravi ragazzi” e soprattutto di “Mean streets”, distaccandovisi però quando il regista persegue alcuni temi a lui cari: la carnalità (anche qui esibita a piene mani), il tema del “doppio”, l’ambiguità profonda insita in personaggi come quello (memorabile) di Viggo – “non più Aragorn” – Mortensen o di Vincent Cassel (finalmente in un ruolo di cui può andare fiero). Altrettanto sconvolgente l’impersonificazione del Male Assoluto, offerta mirabilmente da Armin Mueller-Stahl.

Quello di Cronenberg è, ancora, un cinema che non urla, non sguaita, non carpisce l’attenzione dello spettatore col facile effetto: l’inquietudine striscia sottile “sotto la pelle” di chi vede il film, come un “demone” pronto a manifestarsi in squarci di violenza tanto brutali, quanto funzionali alla storia ed alle parabole esistenziali che l’autore colloca con sapienza all’interno delle vicende narrate.

In conclusione, un grande film: da vedere, prima che la programmazione delle Feste, fatta delle solite commedie scurreggione all’italiana (o all’americana..) fagociti questa perla.


Cellus Cocks

martedì 18 dicembre 2007

Mazinga Zetto in english



La versione in inglese di Mazinga Zetto 2 per tutti gli Italiani residenti all'estero.
For all the children of Genova who were born abroad - By Jody West & Rob Barrel

Bernarda Aneddoti. La festa delle sedie.


LA FESTA DELLE SEDIE

Fa effetto ammetterlo, ma anche i cazzoni crescono! Pur continuando ad ordire le peggiori malefatte, se è possibile, anche più estreme di quelle con le quali esordimmo è venuto il tempo dei fiori d’arancio anche per la Bernarda Prod-Action. Cellus sarà il primo a conVOLARE e mai nessun termine è stato più azzeccato in quanto impalmerà la sua Lei sotto il sole caldo i Bahia (Brasile). Tra i non tantissimi matrimoni ai quali ho partecipato la palma d’oro và senz’ombra di dubbio a quello del caro amico GiòKurti che ha festeggiato la Sua Giovanna inventandosi una festa ad hoc: quella “DELLE SEDIE”. Ha invitato centinaia di persone a trasferirsi per tre giorni nel paese di Salino (Varese Ligure) dove ha organizzato una vera e propria sagra attrezzando i campi attorno a casa sua per ospitare una variopinta tendopoli. L’unica raccomandazione quella di portare seco una sedia in quanto in casa non ve n’erano a sufficienza. I partecipanti, oltre alle sedie, si sono fatti anticipare da ogni ben di dio che andava a esser posizionato sull’enorme tavolo a ferro di cavallo dal quale per tre giorni e tre notte abbiamo attinto solidi e liquidi foraggiando stomaci e menti.
Un matrimonio davvero atipico senza tacchi, scarpe lucide, cravatte, e soprattutto senza i temutissimi scherzetti idioti e gli altrettanto vergognosi regalini erotici che spesso fanno da contro altare al più serioso dei ricevimenti!

Rob Barrel

venerdì 14 dicembre 2007

Lo straordinario fenomeno dei Celebrity Sex Tapes.



Un filmino segreto anche di Kate Moss??? Parla l'ex Pete.

Ci risiamo. Periodicamente salta fuori qualche “celebrità” pronta a dare in pasto al grande pubblico erotomane piccantissime registrazioni hard effettuate in momenti di (presunta) intimità. Antesignana “recente” fu Pamela Anderson (circa 1998), che può fregiarsi del titolo di icona di questo simpatico hobby ad uso e consumo di milioni di segaioli nel mondo.
In realtà, però, la pratica è molto più risalente nel tempo.

Tutto infatti è cominciato con un filmino amatoriale girato tra le mura domestiche da un’avvenente Playmate e suo marito, la bella Jayne Kennedy: non immaginava, la ragazza, che il suo video a luci rosse avrebbe aperto la strada per il fenomeno dei c.d. “celebrity sextape”. La Kennedy era una vera e propria leggenda alla fine degli anni '70 perché era stata la prima coniglietta di Playboy di colore a conquistare la copertina della nota rivista patinata. Le immagini compromettenti furono vendute ad un noto produttore di film pornografici dal marito della Playmate alla fine del loro matrimonio. E’ considerato ancora oggi il più estremo dei film caserecci dei Vip per una scena infuocata che sconfina nel fisting!!


Poi vennero altre top, starlettes o simil tali; celebre Paris Hilton, altri filmatini molto popolari sul grande mondo della Rete sono quelli di un’altra sexy bagnina di Baywatch: Gena Lee Nolin, e di Keeley Rebecca Hazell, la showgirl più famosa d’Inghilterra per via del suo prosperoso seno (che si è vista cancellare la parte proprio nella nuova serie di Baywatch, per via di un filmetto amatoriale).




Ora è la volta della nota ex cocainomane Kate Moss, perfetta nel ruolo di sex-taper.
Pete Doherty, il galante fidanzato storico della bella Kate, mette ora in vendita (!) il lato hard della relazione. Il musicista (forse a corto di pecunia?) racconterà in un documentario i retroscena della liason in cambio di 100mila dollari. All’emittente televisiva che si è aggiudicata l'esclusiva, Doherty darà anche la vera "chicca" che costituisce il valore aggiunto dell’operazione: i video hard girati dalla coppia durante gli incontri fra le lenzuola. E c’è da scommettere che Kate non gradirà. Al contrario dei suddetti milioni di segaioli, che invece gradiranno molto.

Cellus cocks