
A partire dal soggetto mutuato dagli stereotipi del cinema Honkoghese, alla sceneggiatura: così complicata da diventare banale, fino agli interpreti: Matt Damon, inespressivo come al solito, Di Caprio, bravino, ma al solito troppo pulito. Nicholson forzosamente cattivo e decisamente fuori parte.

Grande regia comunque: Martin Scorsese non si discute dal punto di vista tecnico anche se i fasti di Casinò, Taxi Driver, Toro Scatenato e Quei Bravi Ragazzi sono distanti anni luce.
E pensare che anche il Toro ed i Bravi Ragazzi furono battuti rispettivamente dall’innocuo Gente Comune di Redford, il primo e dall’atroce Balla coi Lupi di Costner, il secondo.

Nessuno dei film candidati all’oscar di quest’anno (Babel. The Queen, Letters from Iwo Jima, United 93) mi sembra potesse vantare qualche speranza di successo ed allora nel grigiore generale, mi piace pensare che l’Academy abbia voluto premiare il talento del sempre sconfitto Scorsese a prescindere dalla vacuità dell’opera in concorso.
Rob Barrell
Rob Barrell





