martedì 5 giugno 2007

San Diego a Luci Rosse

Da noi si discute ancora sulla liceità della prostituzione e sulla riforma della legge Merlin, annunciata almeno una settantina di volte in cinquant’anni..
Altrove, in Paesi che del puritanesimo di facciata hanno peraltro storicamente fatto una Bandiera, si tracciano le strade dello sfruttamento più sfrenato delle pulsioni primarie dell’uomo.
Del resto, negli USA, solo un fattore è più potente delle reprimende in tema di costumi sessuali: il Dio Denaro.


Ed ecco che a San Diego, in California, è stato inaugurato un hotel di lusso a luci rosse capace di far invidia a Hugh Hefner ed alle sue ville marchiate Playboy. La suite piu' ambita costa 3.000 dollari a notte ed e' dotata di letti giganti, girevoli, materassi ad acqua, docce di gruppo e pure un palo d'acciaio per le esibizioni di una stripper a cottimo. Le attrazioni disponibili nelle 159 camere dell'Ivy Hotel, questo il nome del bordell… ehm, dell’albergo, costato 90 milioni di dollari, stupiranno - secondo il Los Angeles Times - anche chi e' abituato agli eccessi di Hollywood o Las Vegas.
L’Ivy Hotel è stato concepito, oltre che come gigantesca macchina per soldi, per dare il meglio sia ad utenti dotati di accompagnamento (offrendo tutto il campionario, dal fetish al sadomaso al voyeurismo, servizi extra compresi, per le coppie disinibite di oggi), che a singles in cerca di forti emozioni (con un vasto catalogo di baldr.. ehm, accompagnatrici per tutti i gusti e tutte le tasche).

Cellus Cocks

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Evviva i casini di una volta...c'era più poesia calore umano e spesso comprensione....

Anonimo ha detto...

Ci sono uomini per i quali ogni confine è un limite, altri per i quali è una soglia !!

Anonimo ha detto...

Bellissima sta frase: quasi un epitaffio...complimenti
all'anonimo
Barrel

Anonimo ha detto...

Io tutte le sere passo lungo l'aurelia tra Chiavari e Cavi (oppure dovrei dire tra Chiavari e Chiavi...) e vedo sempre una lunga fila di ragazze che battono, ci sono le sud americane, le slave, le nere, le italiane e persino la Zia, una bagascia autoctona di 70 anni che batte da più di mezzo secolo. La storia è sempre la stessa: forze dell'ordine e pubbliche corrotte consentono lo sfruttamento, organizzazioni criminali sfruttano e corrompono, giovani ragazze sono costrette sulla strada. Personalmente mi tutto ciò mi fa venire una gran tristezza. Io sono a favore dell'apertura di case chiuse, direi di chiudere un pò di chiese che tanto sono vuote e al loro posto fare centri specializzati, puliti, a norma e fiscalmente regolari dove poter andare a puttane. Comincerei col chiudere le chiese costruite a partire dagli anni sessanta, decisamente brutte, fatiscenti, vuote.
Ciao RINO

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti!
Concordo anch'io con quello che ha detto RINO. Regolarizziamo le case chiuse. Facendo così combatteremo ed elimineremo in buona parte lo sfruttamento.
E le ragazze che si vorranno prostituire PER LORO SCELTA lo potranno fare in questi centri. Come dice RINO anch'io direi di chiudere un pò di chiese che tanto sono vuote e al loro posto fare centri specializzati, puliti, a norma e fiscalmente regolari dove poter andare a puttane. E' ora che anche la Chiesa la smetta di essere ipocrita...che continua a dire che le case chiuse sono amorali. Io direi che è più amorale lasciare delle povere ragazze-schiave sulla strada. E a mio avviso le case chiuse regolarizzate sono la cosa più intelligente da attuare per debellare questo fenomeno. Tanto più che chi fa quel mestiere lo farà per libera scelta. Ma vai a spiegarlo a questi bigotti di Chiesa & Co..... Saluti Fabry!